Presentazione

BEETHOVEN: DAL QUOTIDIANO AL TRASCENDENTE

(omaggio a Piero Rattalino)

ILIA KIM pianista e narratore

È dedicato a Beethoven l’ultimo appuntamento del progetto triennale «RecitarSuonando», format musicale alternativo ideato e avviato dal grande musicologo Piero Rattalino, un amico dell’Agìmus scomparso nell’aprile 2023 dopo aver pubblicato almeno una cinquantina di volumi divenuti fondamentali per musicisti, addetti ai lavori e appassionati. La sua compagna d’arte e di vita, la pianista Ilia Kim, che con programmi spesso monografici o a tesi si esibisce nelle più importanti sale concertistiche del mondo, in recital e in veste di solista con prestigiose orchestre, adesso guida gli ascoltatori nella vita e nel mondo del titano della musica con le sue sole parole e le sue splendide interpretazioni. «Beethoven dal quotidiano al trascendente» è un’affascinante narrazione musicale che parte da dati biografici accertati per ricostruire lo stato emotivo del compositore intento a creare musica. Il recital, tra musica suonata e accenni biografici, trasmette all’ascoltatore le varie fasi emotive della vita del genio di Bonn, a partire dal terribile duello con la sordità, a causa della quale sarà tentato dal suicidio, per arrivare alla probabile identificazione con Cristo negli ultimi anni della propria vita. Pertanto, il progetto è stato strutturato in tre parti con un Preludio e un Postludio. L’introduzione, scandita dallo Scherzo tratto dal Settimino op. 20 nella trascrizione di Liszt, è dedicata all’eredità fiamminga di Beethoven (la sua famiglia era originaria della cittadina belga Campenhout, vicino Mechelen). Attraverso questa porta d’ingresso Ilia Kim entrerà nel vivo della serata con il primo capitolo, «Il duello con la sordità», sulle note della Sonata op. 13 «Patetica», prima di toccare con «L’amore vietato» la sfera sentimentale di Beethoven, che dopo la cocente delusione procuratagli dall’abbandono di Giulietta Guicciardini, rivolse le proprie attenzioni a Josephine Brunswick, instaurando una relazione complessa che non si risolse mai in matrimonio. Nel terzo e ultimo capitolo, «Ecco viene il Redentore», la pianista toccherà, quindi, l’aspirazione al divino di Beethoven con la monumentale Sonata op. 110, un esempio sublime di profondità compositiva, prima di indagare in una postilla finale intitolata «L’inguaribile burlone» un tratto forse poco noto del grande compositore attraverso l’esecuzione del Rondò all’ungherese quasi un Capriccio op. 129, lavoro rimasto ignoto per quasi tutta la vita di Beethoven e pubblicato solo nel 1828 con il titolo apocrifo «La rabbia per un soldino perduto», benché la composizione si debba far risalire al periodo tra il 1795 e il 1798.

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