CONCERTO a MENU

LORENZO PARISI violino
GIUSEPPE MAIORCA pianoforte

Musiche di Elgar, Brahms, Grieg, Beethoven, Gardel

Un appuntamento per buongustai della musica. La formula è quella del «Concerto a menu», con primo, secondo e dessert. E servizio in camera. Perché di musica da camera si tratta, sotto forma di assaggi. La particolarità di questo recital è, infatti, di proporre estratti da pagine per violino e pianoforte, fatto abbastanza inconsueto, visto che normalmente si è soliti estrapolare arie, preludi e intermezzi sinfonici per eseguirli dal contesto integrale. Perché non farlo anche in ambito cameristico, si sono chiesti un giorno il violinista Lorenzo Parisi e il pianista Giuseppe Maiorca, che hanno così cucinato un tris di primi movimenti di Sonata da Elgar, Brahms e Grieg, dunque con un accostamento tra tre autori diversi in grado di offrire un mix di sapori.
La cena si aprirà con il drammatico Allegro introduttivo della Sonata op. 82 di Edward Elgar che, con la sua compattezza sonora e non pochi slanci melodici, rappresenta uno dei vertici della produzione da camera di questo gentiluomo inglese musicalmente debitore nei confronti di Brahms, del quale si ascolterà subito dopo il primo movimento tratto dalla Terza Sonata dedicata dal compositore tedesco ad Hans von Bülow, un Allegro ricco di momenti di tensione e instabilità ritmica. Il trittico di primi si chiuderà con il movimento di apertura della Terza Sonata di Grieg, un Allegro molto ed appassionato nel quale sono scritti i codici di questa pagina densa di quel sentimentalismo melodico tipico della produzione del musicista norvegese.
A seguire il «Concerto e menu» prevede due secondi coordinati, la Romanza op. 50 di Beethoven, composizione stranota anche al grande pubblico, e la Romanza di Grieg tratta dalla Sonata op. 45 già al centro della prima portata, pezzi separati da un sorbetto in forma di tango con l’esecuzione di Por una cabeza dell’argentino Carlos Gardel. Infine, doppio dessert con due scherzi, quello in forma di valzer viennese tratto dalla Sonata «La Primavera» di Beethoven, e l’altro, una libera fantasia costruita sul medesimo soggetto a quattro note ribattute del terzo tempo della Quinta Sinfonia di Beethoven tratto dalla F.A.E. Sonate, scritta nel 1853 da Brahms in collaborazione con Albert Dietrich e Robert Schumann e dedicata al famoso violinista Joseph Joachim con tre semplici lettere indicative del motto «Frei, Aber Einsam», «Liberi, ma uniti».

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