BEETHOVEN_250uno
ROMA TRE ORCHESTRA

JACOPO FERESIN, pianoforte
MASSIMILIANO CALDI, direttore

 

Ancora un omaggio a Beethoven con il Quarto Concerto e la Settima Sinfonia, due capisaldi nella produzione del Titano della musica, nella cui produzione il pianoforte occupa un posto di primissimo livello, al pari della musica sinfonica, che nella Settima raggiunge vertici di bellezza assoluta. Due ambiti tra i quali è sempre avvenuta una sorta di osmosi e unità d’ispirazione. Non a caso spesso si sottolinea come la scrittura pianistica di Beethoven evochi fraseggi o timbriche orchestrali e nello stesso tempo fornisca un modello espressivo di assoluta originalità. Pertanto, non sorprende che l’incontro tra il pianoforte e l’orchestra si traduca in grande forza dinamica, ricco di soluzioni autentiche, soprattutto a partire dal Quarto concerto, con il quale Beethoven si emancipa completamente dal solco mozartiano dei primi tre, grazie a un ripensamento degli equilibri della scrittura solistica classica in favore di un dialogo intimista tra le parti, proprio mentre si afferma la figura del pianista-virtuoso in competizione con il mezzo orchestrale. Il dialogo concertante qui viene sviluppato dal ventitreenne pianista triestino Jacopo Feresin e dalla Roma Tre Orchestra diretta da Massimiliano Caldi. Una formazione nata nel 2005 nell’ambito dell’Università capitolina e finalizzata alla diffusione della grande musica soprattutto tra le nuove generazioni. A guidarla, tre personalità di spicco della musica, il presidente Roberto Puja, il vice Piero Rattalino e il direttore artistico Valerio Vicari.

Programma
L.v.Beethoven: Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 in Sol Maggiore Op. 58;
L.v. Beethoven: Sinfonia n. 7 in La Maggiore Op. 92

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