DEE DEE BRIDGEWATER & THE MEMPHIS SOULPHONY

“Memphis… Yes, I’m ready!”

 

L’AgìmusFestival_2022 si inaugura in grande stile con una grande della scena internazionale, la cantante statunitense Dee Dee Bridgewater, voce jazz tra le più amate, qui accompagnata dal Memphis Soulphony formato da Barry Campbell (basso), Curtis Pulliam (tromba), Bryant Lockhart (sax), Charlton Johnson (chitarra), Skyler Gordon e Shontelle Norman-Beatty (cori), Carlos Sargent (batteria) e Keenan Shotwell (pianoforte e organo). Nel corso di una carriera multiforme lunga quattro decenni e costellata di Grammy e Tony Award, Dee Dee Bridgewater è salita ai vertici del panorama mondiale del jazz aggiungendo un tocco unico agli standard e alle canzoni che interpreta. E nel suo disco più recente, «Memphis…Yes, I’m Ready» al centro di questo concerto, è andata alla ricerca delle proprie radici musicali. La storia dell’album inizia, infatti, nella città del Tennessee nella quale Dee Dee Bridgewater è nata, al Collins Chapel Hospital, situato non lontano da dove il disco è stato registrato, gli storici Royal Studios del produttore Willie Mitchell. Il padre di Dee Dee, trombettista conosciuto anche con il nomignolo affettuoso di «Matt the Platter Cat», era un deejay della Wdia, la stazione radio più in voga di Memphis. E anche quando la famiglia si trasferì a Flint, in Michigan, la giovane Dee Dee continuò ad ascoltare la musica della scena di Memphis, sintonizzandosi sulle sue frequenze radio a tarda notte. Ricordi che hanno ispirato la cantante quando ha deciso di tornare in città, alla ricerca della magia del blues, del r&b e dei classici del soul. In scaletta ci sono «Thrill is Gone» di B.B. King, «Going Down Slow» di Bobby Blue Bland, «Try a Little Tenderness» di Otis Redding, «Can’t Get Next to You» di Al Green, «I Can’t Stand the Rain» di Ann Peebles e «Why? (Am I Treated So Bad)» delle Staple Singers. Durante le registrazioni Dee Dee ha addirittura pregato affinché il suo progetto fosse sulla giusta strada. E racconta che le sue preghiere sono state esaudite quando, di punto in bianco, la leggenda del canto della Stax Records, Carla Thomas, è passata dai Royal Studios proprio poco dopo il mixaggio di un suo storico brano, «B.A.B.Y.». Una magica congiunzione astrale per un album che suona come Memphis e si sente come Memphis. Ma che suona e si sente, anche, come gli album di Dee Dee Bridgewater, ricchi di passione e slancio dinamico.

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