STAGIONi_2022_(XXVIII)_Primavera

direzione artistica Piero Rotolo

Associazione Giovanni Padovano Iniziative Musicali (A.G.ì.MUS.)

Mola di Bari
Teatro Comunale Niccolò van Westerhout – Palazzo Pesce
27 Marzo – 27  Maggio

Non c’è linguaggio più trasversale della musica, per sua natura incline alle contaminazioni. Non solo quelle che producono meticciati, ma anche gli incroci che forniscono nuova linfa a idiomi dalle radici secolari, facendo in modo che il colto si nutra del popolare, e viceversa. Sarebbe altrimenti difficile spiegare la bellezza di certe creazioni di Bach o Brahms, che al banchetto del popolare si sono sfamati. E al tempo stesso non sarebbe comprensibile, per esempio, un fenomeno come quello del «tango nuevo» di Astor Piazzolla che, partendo dai bassifondi nei quali il pensiero triste che si balla ha avuto origine (peraltro in un meltin’ pot di culture), riesce con un processo esattamente contrario a nobilitare la musica di Carlos Gardel e Osvaldo Pugliese, portandola nelle sale da concerto solitamente riservate all’accademia. E parte dello spirito di questo discorso si può già riscontare nel concerto inaugurale della sezione primaverile dell’A.G.ì.MUS. (Associazione Giovanni Padovano Iniziative Musicali) che, col violoncellista Francesco Mariozzi e il pianista Andrea Bacchetti, spazia da Bach a Piazzolla, per l’appunto, prima di aprire una finestra sull’universo Barocco in incontro plastico tra suoni e arti visive, con le musiche eseguite dalla Nuova Orchestra Alessandro Scarlatti di Napoli a fare da colonna sonora ai tableaux vivants del gruppo Teatri 35 dedicati ad alcuni capolavori di Caravaggio e altri grandi pittori del Seicento.
Nella dimensione da camera dell’intera Stagione c’è spazio anche per un curioso «Concerto a menu» attraverso il quale scoprire estratti da opere per piccolo organico di Grieg, Elgar, Beethoven e Gardel, il volto più genuino del tango. Brani che il violinista Lorenzo Parisi e il pianista Giuseppe Maiorca hanno selezionato spaziando tra colto e popolare, binomio al quale non sfugge nemmeno il recital «Romantic Songs» approntato dal Trio Opera Viwa con non poche incursioni nel mondo del musical, del jazz e della canzone americana.
Davvero particolare, poi, la proposta del quintetto di violoncelli Apulia Cello Ensemble che, con il controtenore Maurizio Di Maio, esplora non solo il repertorio dei castrati, ma arriva a toccare l’Ottocento di Verdi e il Novecento di Rota mettendo in risonanza il canto col suono strumentale considerato il più vicino a quello della voce umana, in un afflato corale che potrebbe definirsi a suo modo «a cappella».
Tuttavia, è forse con il concerto conclusivo che si esprime più compiutamente quel sincretismo culturale al quale ambisce l’intera programmazione primaverile, nella quale il Contamination Open Ensemble s’inserisce non solo mettendo in comunicazione autori tra i quali è possibile trovare punti di contatto, da Claude Bolling a Chick Corea, ma anche aprendo la performance alla partecipazione attiva del pubblico, introducendo così un elemento tipicamente pop in una proposta di per sé legata al mondo della classica.

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